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Profondo
rosso.
Conti da brivido . E’
l’attuale situazione finanziaria di tutte le società di serie A & B
imputabile ad una dissennata gestione praticata dai manager del pallone . Fino a
cinque anni fa gli introiti delle squadre venivano ripartiti in parti uguali
,alla luce dei dati riportati dalla “classifica delle indebitate” presenti sul
settimanale “Panorama” e sul prestigioso quotidiano finanziario “ Il sole 24
ore” si evince chiaramente l’irrimediabile “fallo” conseguente ad operazioni
economiche poco avvedute :acquisti di calciatori a cifre spropositate
(es:Ivan De la Pèna,soprannominato
piccolo Buddha pagato dalla Lazio più di 41 mld delle vecchie lire per poi
essere sdoganato dopo 4 anni travagliati vissuti in maglia bianco-celeste con
sole 15 presenze all’attivo ) ; contratti televisivi di alcune società di
seconda fascia (Atalanta , Chievo ,
Piacenza , Perugia) poco convenienti e di breve scadenza ; scarsa affluenza
negli stadi ; stipendi danababbo
per giocatori di normale rendimento ( Alvaro Recoba : 16 Mld delle vecchie lire
! ) ; procuratori sportivi disposti a tutto pur di vendere al miglior offerente
le prestazioni sportive dei propri assistiti ( il caso Eriberto-Luciano fa
scuola …).E chi più ne ha più ne metta … .E’ bene osservare che , almeno per
quanto concerne i contratti con le pay-tv ,sarebbe più opportuno che le offerte
dei club fossero intimamente connesse alle loro rese in termini di
ricavi. E’ ovvio che le previsioni degli introiti televisivi
debbano essere fatte operando uno “screening” relativo a qualche anno di
esperienza, ma la migliore ricetta per essere veramente in regola con i conti è
la seguente : maggiori investimenti in pubblicità , merchandising e spese
proporzionate alle effettive disponibilità finanziarie . Un esempio banale : la
Juventus.
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