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Di Luca Signorello.

Vi siete mai chiesti come mai le prestazioni dei giocatori di calcio , soprattutto qui in Italia , siano così altalenanti ? O come mai un buon calciatore abbia spesso e volentieri periodi bui ? I continui allenamenti , le troppe partite , il clima e lo stato dei campi da giuoco creano le condizioni adatte per i numerosi infortuni che accadono , e quindi un giocatore le cui prestazioni erano buone ha bisogno , dopo un infortunio , di recuperare fisicamente la piena forma . Ma spesso i tempi di recupero sono molto più lunghi del previsto . Inoltre pericoli di crisi capitano anche a chi , fisicamente parlando , non ha problemi ; che spiegazione può essere data a ciò ? Di chi può essere la colpa ? Quale può essere la cura o meglio , esiste un modo per evitare certe situazioni ? Non sto pensando ,ovviamente , a una panacea , che magicamente permetta a tutti di dare sempre il meglio . Più semplicemente , mi sto riferendo a quelli che comunemente vengono chiamati ‘Problemi psicologici ’. Ormai le maggiori società hanno tra i loro dipendenti fissi , insieme al medico sociale e al fisioterapista , il loro bravo psicologo . Questi è chiamato ad intervenire qualora le cattive prestazioni non siano imputabili a problemi fisici . Ovviamente parlare di problemi psicologici è un po’ troppo generico . Possono presentarsi infatti molteplici situazioni differenti : problemi di ambientamento , a un nuovo stato , da parte di uno straniero , o in una nuova città ; problemi relazionali con lo spogliatoio o con una parte di esso ; problemi con il tecnico  e/o con i metodi di allenamento ( vedi Ronaldo … ) , problemi personali . Ma i problemi psicologici che vengono maggiormente nominati nel nostro paese , sono quelli derivati dalla cosiddetta ‘ ansia da prestazione ‘ ; quasi tutti i giocatori , infatti , lamentano un’eccessiva pressione da parte dei media , dei tifosi e degli sponsor . Le aspettative sono troppo elevate e gli errori , il più delle volte , non vengono perdonati facilmente , bisogna essere i migliori , i più costanti , i più decisivi ; bisogna farlo per se stessi , per aumentare il proprio valore e stipendio , la propria fama e la considerazione degli altri , per non subire troppe critiche . L’ansia da prestazione è dovuta alla consapevolezza di essere giudicati , e alla paura di non poter soddisfare giudici tanto esigenti . Mano a mano che questa paura aumenta , il giocatore diventa sempre più nervoso , il timore di sbagliare cresce e gli succede proprio quello che non avrebbe mai voluto ; le sue prestazioni peggiorano . E’ come il gatto che si morde la coda , è un circolo vizioso che può essere interrotto , a mio avviso , rafforzando la propria autostima ed evitando di dare alle critiche più peso del necessario . Magari con l’aiuto di un bravo psicologo ...


Il nome della rubrica serve solamente a far notare , soprattutto ai profani, che gli argomenti trattati vengono approfonditi dal punto di vista psicologico  non è assolutamente mia intenzione voler fare una psicoterapia , né sarebbe in verità possibile farla in questa sede...

 

 

 

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